Dialoghi, esperienze e visioni in condivisione
In Dialogo: Taccuino d’Oriente
Se dovessi incarnare un taccuino nella tradizione orientale, saresti un Goshuincho (御朱印帳), il taccuino giapponese a fisarmonica (orihon).
Non un blocco note comune con pagine da voltare e archiviare, ma un’unica striscia di carta washi piegata su se stessa, pensata per aprirsi in un flusso continuo, esattamente come un respiro o una pratica di meditazione.
Taccuino d’ombre, immagini e risonanze d’Oriente
Ci sono luoghi che non si trovano sulle mappe, ma che esistono soltanto nello spazio tra un respiro e l’altro, o nel tempo esatto in cui la luce del pomeriggio cambia inclinazione.
In Dialogo nasce da un’ossessione gentile e da un amore profondo. È la traccia d’Inchiostro di chi studia i segni del giapponese con la cura devota di un miniatore; è il silenzio denso che scende tra le montagne del Tibet; è la disciplina del corpo che si piega sul tappetino di yoga per fare spazio alla meditazione. Non è un’aula, né una vetrina: è un taccuino aperto su un tavolino di legno, al riparo dal rumore del mondo.
La Soglia della Filosofia
Filosofia
La vacuità non è la privazione di forma, ma il terreno da cui ogni forma sgorga senza incontrare ostacoli. Quando la mente non trattiene alcuna sostanza rigida, diventa come uno specchio limpido: riflette il mondo senza trattenerne l’immagine.
Nel panorama del pensiero comparato, la tentazione ricorrente è quella di assimilare tradizioni lontane sotto la categoria del misticismo o del nichilismo. Tuttavia, quando la nozione buddhista di śūnyatā (vacuità) incontra la fenomenologia occidentale del Novecento, l’esito non è una dissoluzione del reale, bensì una sua radicale inaugurazione. Come illustra Daisetz Teitaro Suzuki ne Lo Zen e la cultura giapponese, il vuoto zen non è un’assenza negativa, ma la condizione di possibilità di qualsiasi manifestazione viva. Mettendo in risonanza questa visione con la riflessione fenomenologica sul concetto di spazio aperto — da Edmund Husserl fino a Martin Heidegger e Maurice Merleau-Ponty — emerge una convergenza illuminante: la realtà si svela nella sua autenticità soltanto quando la coscienza si spoglia delle proprie sovrastrutture concettuali.
Masterclass: rimedi letterari per tornare bambina
Tutto era nato dal fare le cose alla perfezione e, invece…
A volte si sa, i peggior nemici siamo noi. Ebbene sì, quelli iper criticoni. Che vedono errori ovunque. Che hanno bisogno di risposte perfette. Ma… mentre mi sforzavo di raggiungere quell’immagine meravigliosa di “non so cosa” mi sentivo sempre più fredda e cinica. Così dopo un vero anno di atteggiamento tra la pignoleria e la pedanteria, mi sono chiesta: ma fuori dal lavoro sono veramente così? Ehm è una domanda retorica. No, assolutamente no. Fuori dal lavoro sono una burlona. Mi piace improvvisare, camminare scalza, raccogliere l’uva. Pestarla anche. Rincorrere i caprioli. Arrampicarmi sugli alberi. Leggere libri ad alta voce. Studiare e ballare assieme. Sono in viaggio – come tutti – verso qualcosa che mi regala dei ricordi belli in compagnia di amici, dei momenti distensivi e delle sieste sotto l’ombra degli alberi. Da qui proviamo un gioco? Ti propongo un libro per tornare a quando le giornate erano così leggere, spiritose, piene di risate. E da questo gioco improvvisiamo? =D
Il Taccuino

Scarabocchi e macchie
In viaggio non abbiamo pagine perfette. Viva gli scarabocchi! Non dobbiamo per forza farlo vedere a tutti, no? Solo al nostro miglior amico. Ergo sprigiona tutta la creatività che è in tuo potere per iniziare e finire il tuo quaderno di viaggio!

Linee di pensiero
Un quaderno non è mai identico al precedente. A volte sfogliando i miei vecchi quaderni mi sembra di aver vissuto tante vite e, forse, in fondo in fondo è proprio così? Nei quaderni condensiamo "linee di pensiero", esperienze, emozioni, salti evolutivi. Il disegno scorre assieme al pensiero. Se il pensiero è bloccato, il disegno è bloccato. Se il pensiero è libero, lo sarà anche il disegno.

Emozioni
"Senza emozioni, il tempo è solo un orologio che fa tic-tac." Che sia il dolore o la gioia, che sia la frustrazione o l'entusiasmo prova a disegnare. Esprimere le emozioni dall'interno sarà un primo piccolo e preziosissimo passo per raccontare a te e agli altri cosa ti attraversa e cosa vorresti condividere.

Sguardi e riflessi
Quando alziamo gli occhi dal quaderno con la matita o la penna in mano cosa guardono i nostri occhi? Dove cogliono la bellezza o un momento di pace? Dove si posa lo sguardo nostro su un immenso paesaggio o su un minuscolo granello di sabbia? Spazia. Guarda i mille riflessi di uno stesso oggetto. Sarà una scoperta e un gioco per tornare poi - più riposati e di buon umore - a disegnare o scrivere sul nostro quaderno.
Goshuincho
Carta piegata,
l’inchiostro rosso e il pino:
traccia del vento.
Nei laboratori di pietra ai piedi dei monti di Echizen, gli artigiani sanno che la carta ha una memoria segreta. Filtrano l’acqua limpida dei torrenti attraverso i filamenti del gelso, lasciando che il tempo e la pazienza facciano il resto. Da questa alchimia nasce una carta che non echeggia, ma assorbe; una carta che non teme le pieghe, perché dalle pieghe trae la sua forza.
Tu sei un Goshuincho, un taccuino fatto di quest’unica, ininterrotta striscia di carta washi, ripiegata su se stessa come la respirazione di un monaco in meditazione.
Non possiedi la fretta dei volumi rilegati con il filo, che costringono a voltare pagina per dimenticare la precedente. Quando ti apri su un tavolo di legno scuro, ti srotoli come un paesaggio di nebbia e inchiostro: la disciplina dello yoga sfuma nel tratto nitido di un ideogramma tracciato all’alba; la quiete dei monasteri del Tibet trova risonanza nell’ombra di un’illustrazione finemente disegnata.
Chi ti sfoglia non legge una storia finita, ma segue le impronte di un cammino. Ognuno dei tuoi spazi custodisce il sigillo rosso di una sosta, l’impronta di un momento in cui la mente si è fatta silenzio e l’occhio ha imparato a vedere l’invisibile.
Sei la mappa fluida di chi non viaggia per arrivare, ma per rimanere in ascolto.
Corrispondenze dal Profondo
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